Taurina: stabilità mitocondriale e rallentato invecchiamento biologico
La taurina è un amminoacido contenente zolfo che si trova in alte concentrazioni nei tessuti a elevato dispendio energetico come il cuore, il cervello e i muscoli. Sebbene l’organismo sintetizzi in parte la taurina e la assuma anche con l’alimentazione, i livelli di taurina nel sangue e nei tessuti variano nel corso della vita. La taurina è coinvolta in diversi processi biologici cruciali per le risposte cellulari allo stress e per l’omeostasi energetica, e svolge un ruolo nella protezione dal danno ossidativo, nell’omeostasi del calcio e nella funzione mitocondriale. Questi meccanismi si collegano a diversi segni distintivi dell’invecchiamento, tra cui la disfunzione mitocondriale, l’infiammazione legata all’età e l’alterazione della comunicazione intercellulare.¹
L’interesse scientifico per la taurina nella biologia dell’invecchiamento è aumentato nettamente dopo uno studio su vasta scala pubblicato nel 2023 su Science. In questo studio è stato mostrato che i livelli di taurina nei modelli animali e nelle raccolte di dati umani trasversali variano con l’età e che la supplementazione di taurina, in più organismi, poteva prolungare il periodo di vita in buona salute (healthspan) e, in alcune specie, anche la durata complessiva della vita (lifespan). Nei topi e nei vermi la supplementazione di taurina ha comportato un allungamento della durata della vita, e nelle scimmie sono stati osservati miglioramenti negli indicatori di salute durante l’invecchiamento. Inoltre, dai modelli animali è emerso che la taurina può influenzare diversi meccanismi di fondo dell’invecchiamento, tra cui la riduzione della senescenza cellulare, la protezione dalla disfunzione mitocondriale, la riduzione del danno al DNA e l’attenuazione dell’infiammazione.²
Negli esseri umani, analisi osservative nello stesso contesto mostrano che livelli più bassi di taurina sono associati a profili cardiometabolici peggiori, a livelli di infiammazione più elevati e ad altri esiti di salute legati all’età, il che suggerisce che la taurina possa essere rilevante per la salute nell’invecchiamento. Tuttavia, questi dati sono in gran parte correlazionali e non esistono ancora grandi studi clinici randomizzati sull’uomo che dimostrino che la supplementazione di taurina rallenti davvero l’invecchiamento biologico o aumenti la durata della vita.³
Oltre al contesto dell’invecchiamento, esistono diversi studi, tra cui modelli animali e ricerche cellulari, che mostrano che la taurina può sostenere la funzione mitocondriale e avere effetti protettivi contro i danni legati allo stress ossidativo e mitocondriale. In alcuni modelli, la supplementazione di taurina inibisce il danno mitocondriale ossidativo e può modulare l’espressione di geni coinvolti nell’attività mitocondriale e nel metabolismo energetico.⁴
Nell’ambito di una strategia di longevità, la taurina può quindi essere considerata una molecola che offre un sostegno strutturale alla resistenza cellulare allo stress e all’omeostasi energetica. Sostenendo la funzione mitocondriale e contribuendo a ridurre lo stress ossidativo, la taurina può favorire il mantenimento dell’energia fisica, della salute metabolica e della capacità funzionale, fattori importanti per un invecchiamento in buona salute. Al tempo stesso, va sottolineato che l’impatto clinico diretto della supplementazione di taurina negli esseri umani deve ancora essere chiarito e che i dati umani attuali riguardano soprattutto associazioni.
Fonti:
- Il ruolo della taurina nella salute dei mitocondri
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC8400259/ - Singh P, et al. – Carenza di taurina come fattore trainante dell’invecchiamento (Science 2023)
https://www.science.org/doi/10.1126/science.abn9257 - Sintesi di PubMed Central – Carenza di taurina come fattore trainante dell’invecchiamento
https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10630957/ -
Evidenze scientifiche sulla taurina e sulla protezione mitocondriale/ossidativa —
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34443494/